VI PROPONGO IL DOCUMENTO DELL'AMICO MASSIMO CALENDA, COORDINATORE, PER IL GRUPPO PROFESSIONISTI, DEL MOVIMENTO "GIORNALISTI PER LA PROFESSIONE"
PUBBBLICATO SUL BLOG DEL MOVIMENTO
Cari colleghi,
è la prima volta che i giornalisti italiani celebrano in loro congresso senza che sia chiuso il contratto nazionale di lavoro. Un fatto grave. Dopo che l'attuale dirigenza della Fnsi, con il segretario Serventi Longhi in testa, ha massacrato le nostre buste paga con decine di giorni di sciopero. Inutili. Come inutile si è dimostrata la strategia adottata in questa lunga vertenza. Le responsabilità di questo fallimento sono da addebitarsi per intero alla componente che fa capo ad "Autonomia e solidarietà", che in Campania fa capo ad Ottavio Lucarelli, Carlo Verna e soci. Abbiamo deciso di candidarci per dare una svolta ad una situazione che riteniamo mette in gioco l’attendibilità stessa del Sindacato unico dei giornalisti italiani. Un’affidabilità che passa per la storia personale di ogn’uno di noi.Aumentano i disoccupati, i precari nelle redazioni, si restringono gli spazi di libertà, per chi vuol fare seriamente questo mestiere. Aumentano, anche in Campania, gli iscritti all’ordine e i praticantati di ufficio. Sintomo di un lavoro nero che continua ad albergare nelle redazioni.Allora, mi chiedo, che cosa è cambiato? Credo nulla. Purtroppo per noi. E, allora, ecco nascere la voglia in noi di cambiare insieme il sindacato. E di farlo in questa tornata elettorale. Chiediamo ai collegi il loro consenso con il voto su una piattaforma elettorale ben precisa. Che pubblichiamo su questo sito. Gli altri, i colleghi che fanno riferimento ad “Autonomia”, devono dare conto di nove anni di cattiva gestione del sindacato. Di un contratto non ancora chiuso. Della disaffezione dei giornalisti al Sindacato. Che ha un riscontro immediato nella perdita di iscritti della Fnsi. E se possiamo permetterci una domanda: se siete così fieri del vostro ben operato perché non chiamarvi con il nome della vostra componente e scegliere sinonimi per la vostra azione sindacale? Sa, come diceva Totò, una semplice curiosità. Ma che ha un profondo significato per tutti noi.
è la prima volta che i giornalisti italiani celebrano in loro congresso senza che sia chiuso il contratto nazionale di lavoro. Un fatto grave. Dopo che l'attuale dirigenza della Fnsi, con il segretario Serventi Longhi in testa, ha massacrato le nostre buste paga con decine di giorni di sciopero. Inutili. Come inutile si è dimostrata la strategia adottata in questa lunga vertenza. Le responsabilità di questo fallimento sono da addebitarsi per intero alla componente che fa capo ad "Autonomia e solidarietà", che in Campania fa capo ad Ottavio Lucarelli, Carlo Verna e soci. Abbiamo deciso di candidarci per dare una svolta ad una situazione che riteniamo mette in gioco l’attendibilità stessa del Sindacato unico dei giornalisti italiani. Un’affidabilità che passa per la storia personale di ogn’uno di noi.Aumentano i disoccupati, i precari nelle redazioni, si restringono gli spazi di libertà, per chi vuol fare seriamente questo mestiere. Aumentano, anche in Campania, gli iscritti all’ordine e i praticantati di ufficio. Sintomo di un lavoro nero che continua ad albergare nelle redazioni.Allora, mi chiedo, che cosa è cambiato? Credo nulla. Purtroppo per noi. E, allora, ecco nascere la voglia in noi di cambiare insieme il sindacato. E di farlo in questa tornata elettorale. Chiediamo ai collegi il loro consenso con il voto su una piattaforma elettorale ben precisa. Che pubblichiamo su questo sito. Gli altri, i colleghi che fanno riferimento ad “Autonomia”, devono dare conto di nove anni di cattiva gestione del sindacato. Di un contratto non ancora chiuso. Della disaffezione dei giornalisti al Sindacato. Che ha un riscontro immediato nella perdita di iscritti della Fnsi. E se possiamo permetterci una domanda: se siete così fieri del vostro ben operato perché non chiamarvi con il nome della vostra componente e scegliere sinonimi per la vostra azione sindacale? Sa, come diceva Totò, una semplice curiosità. Ma che ha un profondo significato per tutti noi.
Max Calenda



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