venerdì 28 dicembre 2007

RIFLESSIONI POST CONGRESSO F.N.S.I.

LO SCIPPO DEL CONSIGLIERE NAZIONALE
Lo scorso mese di Novembre si è celebrato il XXV congresso nazionale della F.N.S.I. al quale ho partecipato quale delegato della Campania.
I miei attenti ed assidui lettori hanno potuto seguire le vicende che hanno segnato i lavori congressuali e che mi hanno visto vittima di un autentico scippo con la benedizione del capo delegazione (Ottavio Lucarelli, Presidente dell’ordine regionale dei giornalisti!) che anziché garantire la piena legittimità e trasparenza delle procedure codificate dallo statuto per l’elezione dei Consiglieri nazionali, ha assunto le vesti del “tifoso”, parteggiando per una parte della delegazione, e permettendo lo scippo del consigliere nazionale al sottoscritto e al movimento “Giornalisti per la professione”.
Il ricorso che ho proposto, prima all’Ufficio di presidenza del congresso e poi all’Associazione Napoletana della Stampa, sarà da quest’ultima discusso il prossimo 3 gennaio e con molta probabilità affidato all’esame dei probiviri. Auspico che questo organismo terzo, composto di colleghi probi di noto alto profilo morale e professionale, possa decidere in piena autonomia e coscienza senza far prevalere le logiche “correntizie” che inquinano il sindacato unico dei giornalisti.
Una vicenda, la mia, consumatasi in quel di Castellaneta Marina, di uno squallore unico. Con un autentico colpo di mano i rappresentanti di “Alternativa sindacale”, per intenderci riferimento campano di “Autonomia e solidarietà”, hanno tentato di zittirci, di renderci inermi, visto che abbiamo dato molto fastidio ai loro progetti. E sì, specie quale componente “Collaboratori-Pubblicisti” del movimento “Giornalisti per la professione” abbiamo dato fastidio ai “padroni del vapore”. La nostra discesa in campo ha provocato uno tsunami tra le fila di “Alternativa sindacale” che baldanzosa sperava, ancora una volta, di fare l’en plein. Ma così non è stato!
Il movimento “Giornalisti per la professione”, con un risultato storico, conseguendo ben oltre il 25% di consensi, ha conquistato 3 delegati su 9 al congresso, facendo saltare i nervi e le strategie dei vecchi tromboni che da anni monopolizzano il sindacato e l’ordine.
La rappresaglia delle “truppe cammellate” (sarebbe interessante sapere di questi quanti realmente svolgono, e dove, la professione!) non si è fatta attendere ed è scattata in sede congressuale, coalizzandosi ed interpretando lo statuto a proprio uso e consumo.
Abbiamo solo perso il primo round per la malafede di chi, in modo imparziale, avrebbe dovuto sovrintendere e garantire la legittimità delle procedure statutarie. Il match è solo all’inizio. Sarà lungo, e ne siamo consapevoli. Siamo determinati e come movimento “Giornalisti per la professione” condurremo la nostra battaglia di libertà, rinnovamento e democrazia in tutte le sedi, non esclusa anche quella giudiziaria in sede civile.
Non ci faremo zittire. Anzi, e che sia chiaro, questo misero siparietto ci ha dato ulteriore forza e determinazione a combattere, a lottare per tutelare i legittimi interessi dei colleghi e non certamente quelli personali.
Noi rappresentiamo il nuovo, la speranza di rinnovamento. Siamo limpidi e cristallini e condurremo la nostra azione senza interruzione.
LA VERGOGNA DEL RINNOVO
DELL’ESECUTIVO NAZIONALE

Avete saputo l’esito del consiglio nazionale in merito all’elezione del nuovo esecutivo? UNA VERGOGNA!!! La rappresentanza dei “Collaboratori-Pubblicisti”, per biechi giochi di potere voluti da “Autonomia e solidarietà”, ancora una volta è stata affidata a Domenico Castellano al quale fa ottima compagnia il buon Gino Falleri (presidente nazionale del G.U.S.!). In due raggiungono oltre 150anni d’età! Complimenti per la scelta!
Voglio sgombrare il campo da non improbabili critiche che mi perverranno circa gli anziani. Assolutamente non sono contro le persone anziane, i cosiddetti appartenenti alla “terza età”. Anzi sostengo fermamente il ruolo degli anziani nella moderna società. Ma, mi sia consentito, quando si esce fuori del “ciclo produttivo”, quando si passa alla pensione, sarebbe cosa buona e giusta dedicarsi alla famiglia, ai figli, ai nipoti e anche alle attività culturali, lasciando a chi sta in prima linea, a chi vive quotidianamente sulla propria pelle le problematiche della professione giornalistica, la rappresentanza sindacale. Il sindacato dei giornalisti non è un “DOPO LAVORO”, né l’associazione bocciodromo o il circolo dello scopone, e non è neanche la sede di badanti. Il sindacato dei giornalisti deve rappresentare i lavoratori-giornalisti!
Ma può mai essere rappresentativo della categoria chi neanche vive e conosce i problemi? Ma può mai essere rappresentativo della categoria chi forse in vita sua non ha mai scritto un solo articolo?
La mia speranza è che da questo momento possa iniziare una riflessione in ambito sindacale; una riflessione che al di là egli schieramenti tenga conto delle reali esigenze dei lavoratori. Potrà accadere? Io ci spero e affido questo messaggio al mio amico Ezio Ercole, autorevole collega in sede di esecutivo nazionale.
LA MOZIONE CONGRESSUALE SUGLI UFFICI STAMPA
Abbiamo ampiamente dato notizia della “mozione sugli Uffici Stampa” da me promossa in sede congressuale unitamente a tantissimi autorevoli colleghi di altre regioni che quotidianamente, come me, vivono le difficoltà e le problematiche di un Ufficio Stampa.
La nostra mozione è stata respinta dalla maggioranza congressuale solo ed esclusivamente per questioni “politiche”. Decodificando gli interventi dei capi di “Autonomia e Solidarietà” non poteva passare una mozione che avrebbe sbugiardato coloro che da sette anni sono stati incapaci di portare a compimento la vertenza che interessa migliaia di colleghi.
Quello che mi va di evidenziare è che in sede di delegazione Campania ho molto apprezzato il comportamento del collega Vincenzo Esposito il quale ragionando con la sua testa, avendo compreso le vere ragioni della nostra mozione, ha votato a favore disattendendo gli “ordini di scuderia”. Un altro membro della delegazione, ultimo eletto nelle liste di “Alternativa sindacale” (rappresentanza “Collaboratori”), entrato all’ultimo istante a seguito di dimissioni e problemi di salute di altri membri, che pure da anni va sostenendo le nostre stesse tesi sul riconoscimento del contratto giornalistico anche a chi lavora negli Uffici Stampa, si è invece astenuto.
Ciò che mi lascia riflettere sul comportamento della maggioranza della delegazione Campania, è che da un lato hanno eletto i due loro consiglieri nazionali “Professionali”, nelle persone del mio amico Pasquale De Simone di Gianni Russo, entrambi in servizio presso Uffici Stampa, e dall’altro hanno respinto la nostra mozione sugli Uffici Stampa che guarda caso era indirizzata anche a tutelare gli interessi dei loro due consiglieri. Strano vero? Non direi, fin quando prevalgono solo ed esclusivamente logiche diverse da quelle della rappresentanza dei lavoratori.
Queste cose però si devono sapere!

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